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COORDINAMENTO VENETO CONTRO L’INQUINAMENTO LUMINOSO Raccolta di documenti e articoli sulla stampa pagina 2
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Conferenza del dott.Fabio Falchi
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Brian Schmidt risponde all'appello di Luca Zaggia Dear Luca
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ICOMUNICATO STAMAPA DI VENETOSTELLATO 8 Ottobre: Giornata Nazionale sull’Inquinamento Luminoso
La stampa ignora, ma noi
insistiamo...
In occasione della Giornata Nazionale sull’Inquimanento
Luminoso Venetostellato intende manifestare la propria soddisfazione per
l’annuncio dato ieri dall’Amministrazione del Comune di Padova riguardo
all’adozione di una serie di misure per l’adeguamento alla normativa
regionale veneta degli impianti di illuminazione pubblica. Un esempio che
dovrebbero sicuramente imitare tutti i comuni del nostro territorio in
primis i capoluoghi di provincia.
Si sbaglia, tuttavia, l’assessore all’ambiente del
Comune di Padova nel definire il provvedimento, per ora solo annunciato,
il primo esempio di azione “integrata” contro l’inquinamento luminoso. Il
problema della dispersione di luce verso l’alto va affrontato infatti in
maniera globale considerando sia gli impianti di illuminazione pubblica
che gli impianti privati. Per questi ultimi, la legge prevede da parte dei
comuni l’adozione di specifici regolamenti, l’integrazione della normativa
edilizia e qualsiasi azione di sensibilizzazione incluso il meccanismo
sanzionatorio per i comuni che, come Padova, ricadono nelle fasce di
rispetto degli osservatori.
A nulla serve che ci si prodighi oggi per la messa a
nuovo degli impianti se si lascia totalmente fuori controllo la situazione
nell’area industriale, ad esempio, dove la progressione del degrado è
esponenziale e per la quale nulla si è fatto durante gli otto anni
trascorsi dall’entrata in vigore della legge regionale 22/97. Ricordiamo
che da diverso tempo sono sui tavoli della Procura della Repubblica una
serie di denunce per gravi violazioni perpetrate da privati e da società
controllate dallo stesso comune di Padova, vedi Interporto, Fiera, APS e
per le quali ancora si aspetta una soluzione. Altre arriveranno nel futuro
prossimo, a meno che l’amministrazione cittadina non provveda
autonomamente ad affrontare il problema, magari con l’appoggio di chi da
sempre si occupa di inquinamento luminoso.
Ad oggi, nella nostra regione, esiste un solo
esempio di comune che abbia veramente affrontato la questione
dell’inquinamento luminoso con serietà e coraggio, si tratta del comune di
Teolo il quale, anticipando le normative, ha portato a zero le dispersioni
ammesse per tutti gli impianti nel proprio territorio con un regolamento
comunale all’avanguardia, con capitolati d’appalto in linea con le
migliori normative regionali e con integrazione del regolamento edilizio,
così come vuole la legge regionale 22/97.
Concludiamo ricordando che limitare l’inquinamento
luminoso non significa spegnere le luci e lasciare le nostre città e case
al buio, ma utilizzare la luce con intelligenza nel rispetto dell’ambiente
e della proprietà altrui. Un esempio di questa pratica è oggi sotto gli
occhi di tutti: il punto vendita IKEA a Padova est. Il fabbricato e
l’intera area occupata dal punto vendita del colosso svedese sono
illuminati da un impianto realizzato nel pieno rispetto delle normative
più severe. Oggi quindi possiamo finalmente renderci conto che è possibile
illuminare senza alcuna dispersione rispettando leggi e ambiente senza
sacrificare immagine e sicurezza.
Al comune di Teolo, all’IKEA così come a tutti i
comuni e privati che vorranno seguirne l’esempio va il plauso della nostra
associazione , a tutti gli altri, comunque, l’augurio di un futuro ricco
di stelle. |
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Comunicato stampa dell'Assessorato all’Ambiente del Comune di Padova. “Padova città delle stelle”. Risanamento e ammodernamento del sistema di illuminazione pubblica della città di Padova. L'Amministrazione Comunale della città di Padova ha avviato un piano complessivo di risparmio energetico che coinvolge molte attività municipali. Una parte consistente del piano riguarda il risanamento e ammodernamento del sistema di illuminazione pubblica cittadino, ponendo attenzione in particolare al problema ambientale dell’inquinamento luminoso e dell’utilizzo razionale delle risorse energetiche ed economiche e all’esigenza di garantire la sicurezza necessaria. Sarà migliorata notevolmente l’efficienza del sistema di illuminazione pubblica in modo da assicurare più razionali, efficaci e ove necessario più elevati illuminamenti al suolo e sarà recuperata una significativa quantità della luce che attualmente viene dispersa direttamente verso il cielo, determinando gran parte del chiarore inutile e dannoso che assume il cielo notturno. E’ questo chiarore innaturale che impedisce di vedere il cielo stellato. Riteniamo che il cielo stellato sia un patrimonio significativo per l’umanità e particolarmente per la tradizione galileiana della città, sede ancor oggi di una delle scuole superiori di astrofisica più forti in Italia, della prima facoltà di Astronomia e del primo e tuttora maggiore Osservatorio Astrofisico sul territorio nazionale, da preservare per le generazioni future. L'amministrazione attuale ha fatte proprie le istanze di rispetto dell'ambiente e del cielo notturno, di risparmio energetico, di rispetto della legge regionale sull'inquinamento luminoso, valorizzando l'opportunità di andare addirittura oltre la legge regionale, assumendo obiettivi di eccellenza con la decisione di azzerare la polluzione luminosa diretta verso il cielo per tutti i nuovi impianti futuri e di rinnovare con questo obiettivo di qualità tutti gli apparecchi illuminanti obsoleti, fortunatamente coincidenti a Padova con quelli meno efficienti e più inquinanti. Una volta realizzato il piano di risanamento, il recupero del flusso luminoso disperso direttamente verso il cielo ed il conseguente abbattimento dell'inquinamento luminoso dell'intera città è stimato essere di oltre il 65%. Il risparmio energetico potenziale conseguente alla migliore efficienza energetica del sistema è quantificato in circa 870.000 euro/anno, in termini di minori esborsi nella bolletta elettrica comunale. Tale risparmio potrebbe inoltre consentire di fronteggiare gli oneri finanziari del piano. Trattandosi di energia elettrica risparmiata (di produzione termica) risulta tutt'altro che trascurabile per il rispetto ambientale anche il mancato sperpero di combustibili fossili e la corrispondente quantità di CO2 che si risparmia di immettere in atmosfera. E' il primo esempio di città di importanti dimensioni che affronta organicamente il problema del risanamento luminoso ed energetico del proprio sistema di illuminazione pubblica su larga scala ed è intenzione e orgoglio dell'amministrazione padovana proporla come "best practice" anche a livello nazionale nelle organizzazioni di coordinamento dei grandi comuni italiani. E' evidente la portata notevolissima della scelta politica dell'amministrazione in termini di investimenti, organizzazione, difficoltà di ogni genere (non solo tecniche!) il cui avviamento e attuazione richiede tempi tecnici adeguati. I primi risultati cominceranno a vedersi dal prossimo anno 2006 e per completare la prima fase del risanamento ci sarà tempo fino al 2009, anno galileiano mondiale in cui la città potrà mostrarsi al mondo, non solo sul piano culturale, ma anche su quello tecnico e politico, davvero come "Padova città delle stelle" attenta al risparmio, all'ambiente e al benessere dei cittadini. Assessorato all’Ambiente del Comune di Padova Padova, 5 ottobre 2005.
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Appello
di Luca Zaggia di VenetoStellato a Brian Schmidt Saul Perlmutter
ospiti a Padova in occasione della manifestazione PADOVA CITTA' DELLE STELLE
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ROADPOLLUTION - software
di analisi illuminotecnica
E'
finalmente in rete Roadpollution,
il software del dott.
Pierantonio Cinzano per l'analisi degli impianti di illuminazione
stradale e per la valutazione dell'impatto ambientale da inquinamento
luminoso, (versione beta 1.6.1)all'indirizzo :
www.inquinamentoluminoso.it/roadpollution/ Una apposita sezione
del manuale, disponibile anche in PDF, riassume quali sono i parametri
più importanti da verificare per minimizzare l'inquinamento luminoso, per
massimizzare il risparmio energetico o per verificare la congruenza con
le leggi contro l'inquinamento luminoso del tipo Lombardia e affini ed è
auspicabile rappresenti un interessante lettura per tutti:
http://www.inquinamentoluminoso.it/roadpollution/indexit.html#TOC6701 |
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«LIGTHS OUT OF NEW YORK». «Luci spente a Una iniziativa in favore dell'ambiente e del risparmio di energia
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Comunicato stampa - 14 settembre 2005 Padova Città delle Stelle, ma il cielo è sempre più virtuale Si moltiplicano in quest'epoca le manifestazioni notturne che evocano la presenza di un cielo stellato che è, purtroppo, sempre più una realtà virtuale. Mentre ci stiamo lentamente abituando a sigle del tipo: "Ballando Sotto le Stelle", "Calici Sotto le Stelle", "Notti Bianche" e quant'altro, le stelle sono, in realtà, la vera cenerentola delle nostre rassegne. Sempre meno numerose nei nostri cieli - ormai bastano le dita delle mani per contare quelle visibili dalle nostre città - le stelle effettivamente se ne stanno a guardare. E ci guardano attraverso una cortina impenetrabile: l'alone luminoso che circonda le notti del nostro territorio ormai compromesso dall'espansione urbana, segno tangibile del progressivo distacco fra l'individuo e il suo intimo dalle meraviglie della natura e i misteri dell'universo che per secoli hanno affascinato la mente umana. Oggi il cielo si
racconta attraverso le immagini delle sonde interplanetarie e di grandi
telescopi posti in località remote o nello spazio, attraverso planetari o
"suite" telematiche in grado di simulare la volta celeste e i suoi
fenomeni, ma tutto è. oramai, fuorché esperienza diretta. E così lo
splendore della Via Lattea, il colore delle stelle, il riflesso dei
pianeti sulla superficie del mare rimangono appannaggio dei pochi che
vivono in aree isolate del nostro pianeta o sono conservati fra i ricordi
di viaggio in paradisi lontani ai quali, tuttavia, lo sviluppo turistico
sta tristemente destinando la stessa sorte del nostro territorio.
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Il GAZZETTINO -
POVE DEL GRAPPA - Domenica, 28 Agosto 2005 |
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SAN TOMASO Agordino (BL) - Mentre prosegue il dibattito per riconoscere le Dolomiti patrimonio dell’umanità l’associazione chiede la protezione anche del cielo. Astrofili in guerra contro l'inquinamento luminoso. l fenomeno è
dilagante e in continuo aumento. Il presidente: «A cosa serve tanta luce
proiettata verso l’alto?» Per fortuna esistono
delle oasi, come i Passi dolomitici o i piccoli paesini, dove il contatto
con il cielo ha ancora tutto il suo fascino. "Sempre più però -
continua Pra - si va diffondendo l'idea che illuminare è bello e utile. Si
vedono impianti di illuminazione aberranti, che diffondono luce ovunque.
Se cammino per strada ho bisogno di vedere dove metto i piedi. A cosa
serve che la luce vada verso l'alto? Così chi non è attratto dal cielo
trova lo stesso il motivo per riflettere. Immaginate che disastro possono
fare centinaia e centinaia di lampioni mal progettati (consigliata la
visita a qualche città o solo cittadina) e immaginate che vagonate di
soldi buttati". Non sono in molti a combattere questa battaglia.
Immersi nella stressante vita quotidiana non c'è nè tempo nè voglia di
guardare all'insù e luce dei lampioni prende il posto di quella delle
stelle."A parte gli Astronomi, gli astrofili, qualche artista in cerca di
ispirazione, qualche meditatore o animo sensibile - conclude Caludio Pra -
a nessuno viene in mente di battersi per la protezione del cielo stellato.
Bisogna convincerli con il tasto dei soldi. A nessuno piace buttarli dalla
finestra e illuminare dove non serve questo è. Ciliegina sulla torta, come
successo in qualche altro posto d'Italia, potrebbe uscire prima o dopo
qualche proposta folle che prevede l'illuminazione di qualche vetta famosa
tramite dei potenti fari. Speriamo non succeda mai". Mirko Mezzacasa |
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Il comune di Teolo approva il primo Regolamento Comunale a dispersione zero in Veneto. Presto sarà seguito da altri. "Carissimi, è con grande commozione, ma anche molta soddisfazione che l'associazione Venetostellato annuncia l'adozione di un regolamento comunale per il risparmio energetico e la riduzione dell'inquinamento luminoso a norma di Legge Lombardia in un comune del Veneto. Il consiglio comunale di Teolo ha infatti approvato all'unanimità, il 23 marzo 2005, il nuovo Regolamento Comunale che porta la dispersione massima ammessa oltre i 90° a zero, in linea con la legge Lombardia, Marche, Emilia”. A dare la comunicazione è Luca Zaggia di VenetoStellato che con Stefano Ottani e altri attivisti sta da tempo spingendo su una serie di comuni della cintura di Padova per abbassare il limite provvisorio del 3% di flusso luminoso disperso altre i 90°. "Esiste finalmente un precedente e - continua Luca - speriamo che questa lodevole iniziativa finisca per contaminare anche altri comuni". Questo consentirà una sensibile ulteriore diminuzione degli sprechi e soprattutto qualificherà il territorio del comune di Teolo (appartenente al Parco dei Colli Euganei), per il rispetto dell'ambiente. "Non dimentichiamo che anche se l'energia elettrica avanza di notte - continua Zaggia - per produrla sono sempre necessari combustibili fossili e di questi tempi non è certo il caso di buttare al cielo il pubblico denaro né tantomeno i fumi delle centrali". L'idea che sta alla base del nuovo regolamento non è quella di lasciare il territorio al buio, ma dare luce di qualità e soprattutto la luce giusta, dove serve e quanto serve. Dopo un anno dall'entrata in vigore della Legge n. 22/97 la Regione Veneto avrebbe dovuto emanare un Piano per la Riduzione e Prevenzione dell'Inquinamento Luminoso, ma dopo otto anni ancora si attende questo passaggio fondamentale e le azioni per l'informazione e la salvaguardia dell'ambiente notturno sono lasciate alla buona volontà e all'iniziativa degli astrofili e di pochi ambientalisti, mentre negli uffici tecnici comunali molto spesso si ignora anche dell'esistenza di una legge sull'Inquinamento Luminoso. L'iniziativa dell'amministrazione Comunale di Teolo anticipa i tempi della Regione facendo un passo avanti che è prima di tutto un segno di civiltà oltre che di rispetto per l'integrità di quel poco di patrimonio naturale che ancora ci resta. "C'è chi si illumina di meno per un'ora sola o per un solo giorno e chi lo fa o quantomeno decide di farlo per sempre. Ci sembra un'iniziativa lodevole - conclude Luca - e speriamo vogliate aiutarci a premiare chi va nella direzione giusta. Un grazie di cuore, Venetostellato". a cura di S.T.
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IL GIORNALE DI
VICENZA - Sabato 12
Marzo 2005 provincia Pagina 24 «La luce consuma e
inquina» Inquinamento luminoso e risparmio energetico:
l'argomento è stato portato in Consiglio comunale ad Arzignano dal gruppo
di Forza Italia per voce del consigliere Andrea Pellizzari. Nell’ultima
seduta di consiglio la minoranza forzista ha presentato un ordine del
giorno per predisporre sul territorio strumenti atti al risparmio
energetico ed alla lotta all'inquinamento luminoso chiedendo
all'amministrazione comunale di monitorare la situazione attuale ed
elaborare un piano di intervento. Quella dell'inquinamento luminoso in
realtà è una problematica oggi diffusa a tutti i comuni della Valchiampo.
Non solo nelle zone residenziali ed industriali del fondovalle ma anche
nei comuni più piccoli. |
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IL
GAZZETTINO - Cronaca di Bassano del Grappa. - Martedì, 7 Ottobre 2003
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Le
stelle sono tante, ora c’è la "Rigoni Stern" |
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Da "Il Giornale
di Vicenza" del 29/06/2003.
Quando sara' cosi'
anche in Italia? Col tempo, speriamo presto.
L’insegna
gli «oscurava» le stelle Londra. George ha 9 anni; è un ragazzino inglese con una grande passione per l’astronomia ed un carattere volitivo al punto di aver ingaggiato, e vinto, una battaglia per affermare il suo diritto a vedere le stelle. Si è rivolto a tutti gli organi competenti, dal comune al ministero degli enti locali e alla fine è riuscito a far rimuovere l’insegna luminosa di un garage che nascondeva il firmamento. La notizia è stata accolta con soddisfazione dalla Società Astronomica di Southampton, la città portuale nel Sud-Ovest dell’Inghilterra dove George Wardley vive con la famiglia. «È una vittoria brillante. Sono molto contenta che George ci sia riuscito. È triste vedere crescere una generazione di giovani convinti che la Via Lattea sia una barretta di cioccolata e non una galassia», ha detto Lilian Hobbs. |
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Il GAZZETTINO ed. Vicenza del 26 marzo 2003 INIZIATIVE
Incontro nella sede di Fi con il professor Pierantonio Cinzano
sull’inquinamento luminoso «Cielo
notturno, patrimonio Unesco» Oggi
23 ragazzi del gruppo giovanile sono a Roma da Lupi, primo firmatario del
progetto Vicenza,
oltre alle polveri sottili, deve fare i conti adesso anche con
l'inquinamento del cielo. «L'inquinamento luminoso potrebbe sembrare una
sciocchezza a chi non conosce l'argomento perché si è portati a pensare
che la luce artificiale non fa male e che al massimo si vede qualche
stella in meno». A parlare è il professor Pierantonio Cinzano,
presidente dell'Istituto di Scienza e Tecnologia dell'Inquinamento
Luminoso. Parole pronunciate ieri nella sede vicentina di Forza Italia di
viale della Pace. E la sede non è casuale dato che, oggi, ventitré
ragazzi della sezione giovanile del partito raggiungeranno Roma. «Incontreremo
l'onorevole Lupi che è il primo firmatario di un progetto di legge
sull'inquinamento luminoso cui proporremmo anche alcune integrazioni».
Andrea Pellizzari, coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani,
lancia anche un messaggio ad Enrico Hullweck: «Speriamo che il Sindaco
dimostri una certa sensibilità su questo importante tema. Perché il
risparmio energetico in un momento di grande fabbisogno di energia
significa risparmio economico e riduzione dell'inquinamento». Tra i
progetti, quello di far diventare il cielo notturno patrimonio Unesco è
particolarmente sentito. Tanto da aver fatto raccogliere, nei mesi scorsi,
seimila firme in venti giorni solo in Veneto. «Il cielo è stato fonte di
studio e di ispirazione: dalle prime incisioni rupestri che lo
raffiguravano alle poesie di Leopardi - continua Cinzano - Ma al di là
dell'aspetto romantico l'inquinamento luminoso può portare gravi danni.
La produzione artificiale di luce provoca, infatti, effetti negativi su
piante e animali ma anche sull'uomo: si crea, infatti, uno squilibrio del
rapporto notte-giorno che pare incrementi certi tipi di tumore». E nella
provincia berica si salvano solo Asiago e alcune zone dei Colli berici. «Al
43\% della popolazione vicentina non è visibile la via lattea - spiega il
professore - contro il 59\% di Verona e il 65\% di Padova. Mentre la media
veneta si attesta attorno al 50\%». Roberta Labruna
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IMPORTANTE NOTIZIA
DELL'ULTIMA ORA: RIFINANZIATA LA LEGGE REGIONALE 37/2001 su finanziamento
agli osservatori Astronomici e Planetari.
Maggiori dettagli durante la riunione di VenetoStellato di sabato 29 marzo a Crespano del Grappa. Per informazioni dgl@libero.it |
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CALZOLAIO - RISOLUZIONE IN COMMISSIONE III (Esteri) approvata in commissione il 10 marzo 2003 e dal Governo il 13 marzo 2003 Considerato
che - il fenomeno dell’inquinamento luminoso è ormai diffuso al livello mondiale e, in modo particolare, nell’ambito territoriale del continente europeo; - la situazione è particolarmente peggiorata negli ultimi anni e oltre il 90% della popolazione europea e americana vede il cielo notturno con pochissime stelle e tonalità giallo-arancione, una nebbia luminosa causata da luce eccessiva e mal direzionata, con danni ambientali, sociali, culturali, scientifici, emotivi e sprechi energetici ed economici; - in Italia e anche in altri Paesi della Comunità Europea sono state prese iniziative regolamentari e legislative volte a limitare questa grave forma di alterazione del cielo notturno; - una seria lotta all’inutile dispersione di luce verso il cielo stellato, generata dall’illuminazione esterna, comporta anche indubbi vantaggi in ordine alla riduzione dei consumi energetici, peraltro auspicata e richiesta dal Protocollo di Kyoto per contenere l’emissione di gas serra; - già l’UNESCO nel 1992 ha promulgato la Dichiarazione dei Diritti delle Generazioni Future in cui viene espressamente sancito il diritto alla conservazione del cielo, in tutta la sua purezza; -
sono stati lanciati vari appelli ai Governi mondiali per la
salvaguardia del cielo notturno; impegna il Governo a proporre in sede UNESCO il cielo notturno come patrimonio dell’umanità, ad agire in ogni sede internazionale, in particolare durante la Presidenza italiana della UE, affinché il cielo notturno venga dichiarato e considerato un bene ambientale da tutelare al fine di consentire alle generazioni presenti e future la possibilità di continuare a conoscere, studiare e ammirare il cielo stellato e i suoi fenomeni. Onn. CALZOLAIO, ZANELLA, MICHELINI, INTINI, LANDI DI CHIAVENNA, LOIERO, MELANDRI, DELL’ANNA, SERENI, CIMA, FOLENA, VIGNI, CRUCIANELLI, BOATO, SPINI, COSSA RAFFAELLA MARIANI, CIALENTE, RANIERI, GIOVANNI BIANCHI, PISCITELLO, PAOLO RUSSO, VALPIANA.
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Il gazzettino - Giovedì
27 febbraio 2003
L'uomo e l'inquinamento, un concorso per ragazzi Schio (F. P.) I Lions Club di Schio, Vicenza, Bassano, Thiene e Valdagno si rimboccano le maniche per affrontare i problemi dell'inquinamento. Al via un concorso-convegno organizzato per sensibilizzare gli studenti delle superiori sulle tematiche ambientali. L'iniziativa è stata presentata ieri, nel municipio di Schio, nel corso di una conferenza alla quale sono intervenuti i responsabili delle associazioni presenti nei principali comuni dell'Altovicentino e nel capolugo. L'iniziativa, in programma il 12 aprile al teatro Astra, ha come tema "L'uomo è/e l'inquinamento". E l'inquinamento sarà analizzato a 360 gradi come ha affermato nella presentazione Alfredo Riondino del comitato organizzatore il quale ha aggiunto che la scelta di Schio come luogo per questo avvenimento non costituisce un caso, ma il riconoscimento di un importante cammino che la città sta percorrendo per ottenere la certificazione Emas per la sua moderna zona industriale che si estende su quattro milioni di metri quadrati di superficie. Il progetto, nato in collaborazione con gli ordini degli ingegneri della provincia di Vicenza, dei geologi della regione Veneto e con il comune di Schio, rappresentato ieri dal sindaco e dall'assessore Santacaterina, sarà preceduto da un concorso, sempre sul tema uomo-inquinamento, riservato agli studenti delle quarte superiori degli istituti di Schio, Valdagno, Vicenza, Bassano e Thiene che dovranno presentare degli elaborati ad una commissione che sceglierà cinque vincitori, uno per ciascun Lions Club promotore. Interessanti i premi: soggiorno per tre settimane in un paese europeo o extraeuropeo nei campus del Lions International o in famiglie di soci. In più un premio di 500 euro per le spese correnti. «Le tematiche del convegno - ha affermato Riondino - riguardano sia le iniziative previste per controllare l'inquinamento da idrocarburi, sia quello sui corsi d'acqua che quello per la salvaguardia dell'ambiente notturno dall'inquinamento luminoso; si affronteranno, inoltre, il monitoraggio della qualità dell'aria in Veneto, quello per la tutela delle risorse idriche, le problematiche connesse all'inquinamento acustico ed elettromagnetico e la normativa in materia di rifiuti».
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CORRIERE VENETO
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Castelfranco - Gazzettino
di Treviso del 24 dicembre 2002 articolo di Lara Santi
Decolla il piano per l'illuminazione "Uscimmo a riveder le stelle" diceva Dante, ma ormai i castellani non si possono più permettere il lusso di stare col naso in su a guardare la volta celeste, a causa dell'invadente inquinamento luminoso. Verdi, ambientalisti e associazioni di astrofili avevano levato le loro proteste alla presentazione, il 20 luglio scorso, del nuovo Piano dell'Illuminazione. In questi mesi sono arrivate diverse osservazioni che chiedevano la modifica dello strumento urbanistico che dovrà dettare le regole per tutti gli impitanti di illuminazione esterna, pubblica ma anche privata. Richieste di modifica sono arrivate dai Verdi, da Veneto Stellato (coordinamento regionale contro l'inquinamento luminoso) e dall'osservatorio astronomico "Don Paolo Chiavacci" di Crepano. Castelfranco col suo territorio dovrebbe infatti essere "zona protetta", poichè rientra nella fascia compresa fra i 25 e i 50 km di distanza dagli osservatori professionali (in particolare del osservatorio universitario di Cima Ekart ad Asiago). Invece, la mancanza di regolamentazione ha consentito, soprattutto negli ultimi anni, un incremento consistente dell'inquinamento luminoso. "La percentuale di luce riflessa verso il cielo dai punti luce in Castelfranco, assomma in totale quasi al 12\%. In pratica, quattro volte - afferma Mario Volpato, consigliere di DS-Verdi - superiore al limite del 3\% imposto dalla legge regionale". Il Piano dell'Illuminazione adottato definitivamente con l'approvazione del Consiglio comunale, venerdì scorso, ha accolto per buona parte le richieste che venivano dagli ambientalisti, che del resto chiedevano solo il rispetto della legge regionale vigente (la n.22 del '97). "La fase delle osservazioni è stata certamente positiva, perchè ha consentito diversi miglioramenti al progetto iniziale, ciò non toglie che resta carente per molti altri aspetti - aggiunge Volpato - ad esempio non si fa menzione dell'esistente fuori norma, non sono previste modalità di bonifica. Avevamo per esempio chiesto un pronunciamento sull'impianto di illuminazione nel parcheggio della stazione, che pur essendo realizzato di recente, non rispetta le norme vigenti".Lara Santi
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Castelfranco Veneto - La
Tribuna di Treviso, articolo di Stefania Miotto
Illuminazione,
varato il piano, per le opposizioni nasce vecchio Sono sei le osservazioni formulate sul piano di illuminazione. Proposte che la giunta ha in parte fatto sue e in parte non accolto. Il problema fondamentale del piano di illuminazione sta nel suo impianto che non tiene conto, come osservato da Venetostellato e Verdi, della legge regionale. «Il piano è stato redatto e adottato in assenza del piano regionale di prevenzione all'inquinamento luminoso», scrivono. «Quando è stato approvato a giugno - spiega Mario Volpato, consigliere diesse - c'era l'impressione che la legge regionale fosse un pò bypassata dalla norma Uni che è solo una serie di indicazioni ed è facoltativa». L'opposizione ha fatto notare, venerdì scorso durante il consiglio comunale, che «c'è il rischio serio - come approfondisce Volpato - di spendere miliardi per un piano che nasce già vecchio e che, di conseguenza, chiederà in futuro molti altri soldi per adeguamento». Il problema è che
Castelfranco, ritenuto territorio protetto, ha un inquinamento del 12%
quando la legge regionale detta un 5%. Quindi la città ha un inquinamento
4 volte superiore. L'opposizione ha chiesto alla maggioranza di fare
impianti a inquinamento zero ma l'emendamento è stato respinto, come
quello di chiedere una collaborazione a Venetostellato, specialista nel
settore. «Basti pensare al parcheggio della stazione - continua Volpato -
costruito nel 1997 dopo che la legge regionale già c'era, non è normato
e non esiste un piano di rientro per quel parcheggio come per tutti i
piani di illuminazioni fatti dopo il '97». Si pensi che il nuovo piano
prevede tutta una serie di impianti, alcuni dei quali già in fase di
concretizzazione o già fatti. Fra quelli pronti, il giro mura con i 30
nuovi lampioni a tre assi, l'illuminazione di via Verdi, completata il
mese scorso. In fase di partenza, invece, il rifacimento degli impianti di
illuminazione della pista di atletica. Progetto di 70 mila euro che
prevede l'installazione di tralicci con illuminazione da alto. Inoltre, il
Comune ha previsto di inserire, in tutte le strade del centro e delle
frazioni, apparecchi illuminanti con fotometria di tipo cut -off oppure
semi cut-off. Molti punti luce in più sono previsti anche in piazza e
dentro le mura e questo ha provocato l'attenzione di enti quali
l'osservatorio di Crespano, Venetostellato e, soprattutto, i Verdi. Anche
privati cittadini di via Garibaldi hanno inviato una loro osservazione. I
residenti fanno notare che il nuovo piano di illuminazione prevede un
aumento di punti luce dai 7 attuali ai 14 proprio in centro storico,
dentro le mura. La Giunta, comunque, ha ribadito che «lo spirito del Pric
è nella linea di evitare illuminazioni e accentuazioni inutili o
fuorvianti anche per non snaturare la corretta percezione dell'ambiente
medievale a cui si ricollega urbanisticamente la città». |
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VENEZIA - Quei lampioni
nascondono le stelle - IL GAZZETTINO 26 Novembre 2002
Egregio Direttore, con riferimento alla lettera del signor Matteo Bevilacqua, pubblicata con rilievo nella pagina XXIII dell'edizione veneziana del giornale di giovedì 21 novembre, desidero aggiungere alcune considerazioni in merito al problema dell'inquinamento luminoso. La prima considerazione riguarda la legge regionale 22 del 1997, che disciplina il settore dell'illuminazione pubblica e privata. Questa legge, entrata in vigore per tutelare il patrimonio del cielo stellato e promuovere misure di risparmio energetico, e' stata a lungo disattesa dalle amministrazioni comunali, compreso il Comune di Venezia. La grande maggioranza degli impianti costruiti dopo l'approvazione della legge cade infatti al di fuori della norma (che fissa, tra le altre cose, un limite all'emissione luminosa "verso l'alto" da parte dei lampioni): esempi in tal senso sono i lampioni montati sul cavalcavia della Giustizia, o le sfere luminose che adornano via Piave, parte di via Cappuccina, via Fradeletto e tante altre strade; persino l'impianto della pista ciclabile di viale San Marco non rientra nel dettato di legge. La seconda considerazione e' che il Comune, prima insensibile, ha incominciato ad accorgersi del problema e - almeno per quanto riguarda Mestre - ha dato piccoli segnali di miglioramento. Ma il caso riportato dal signor Bevilacqua evidenzia un altro aspetto del problema, cioe' l'aumento sistematico del numero di pali presenti nelle strade gia' interessate dai lavori. Non solo la zona tra via Piave e il parco del Piraghetto, ma anche molte strade interne, comprese tra via Fradeletto e il parco Albanese, hanno conosciuto la sistemazione di nuovi lampioni, adeguatamente schermati ma in numero superiore a quanto si trovava li' in precedenza. Mi domando se la quantita' spropositata di lampioni rispetti le norme illuminotecniche, non riesco a capire perche' l'illuminazione di strade relativamente poco frequentate assomigli sempre piu' a quella degli svincoli autostradali. Non e' solo una questione di rispetto per le stelle, ma una domanda di risparmio energetico ed equilibrio ecologico. Esiste ancora la notte a Mestre? O viviamo ormai un unico giorno artificiale? Francesco Dal Corso - Responsabile provinciale Venetostellato - Coordinamento regionale contro l'inquinamento luminoso
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Il GAZZETTINO
- 1 ottobre 2002 – Lettera - Quella luce accecante dei lampioni Il
cielo della nostra città mostrava ancora molte stelle, la sua
architettura rivelava l'incanto dei delicati ricami nel gioco del
chiaroscuro e, salvata miracolosamente dai fari del traffico
automobilistico per eccellenza della sua natura, ci era concesso il
privilegio di una notte che, con l'accendersi dei vecchi lampioni,
confermava la bella realtà di essere, anche nel terzo millennio,
risparmiati da uno dei cosiddetti "prezzi del progresso", vale a
dire quella luce violenta ed accecante che ormai ha assunto nelle città
le nefaste caratteristiche di un vero inquinamento. A
partire dai primi mesi del 2001 tuttavia, con accanimento implacabile e
mirabile costanza, mai riscontrata nella cosa pubblica, muniti di potere
straordinario quanto al permesso di perforare marmi e decorare facciate
con scatole di plastica grigia e grosse trecce di cavi ingraffettati in
nero e sostenute da tiranti d'acciaio, squadre di lavoratori hanno
adattato i nostri vecchi lampioni per accogliere lampade ai vapori di
mercurio e costruito nuovi punti luce (alcuni con armatura falso 800,
stile Gardaland). Queste lampade hanno la caratteristica di dare una luce
accecante che distrugge il processo di adattamento della retina alla
visione notturna che paradossalmente, peggiorano e, dulcis in fundo, sono
materiale tossico che, esaurito, va eliminato da una ditta qualificata e
impongono un registro di carico e scarico. Molti cittadini ne hanno notato
l'intrusività. Le reazioni sono state pronte e precise. Le lettere ai
giornali numerose e documentate. Ci si è appellati alla legge regionale
22 contro l'inquinamento luminoso. Sono intervenute le associazioni "Veneto
Stellato" e "Dark Sky". Il Consiglio Nazionale
delle Ricerche ha ospitato un meeting internazionale sull'argomento,
presieduto da un accademico dei Lineci - ordinario di astrofisica - e con
il patrocinio dell'Unesco. La riprovazione degli esperti
internazionali sull'argomento è stata unanime. Il
Comune di Venezia non ha ritenuto necessario render conto del suo operato,
manifestando un silenzio sconcertante. La ferita è aperta: non si tocca
un'aspetto così importante in una città che, quando si vuole è d'arte
e, quando fa comodo, Luna Park. Molti cittadini aspettano una risposta. Francesco Rizzoli |
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IL
CORRIERE DELLE ALPI - CASTELLO TESINO
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Sabato
10 Agosto 2002 - Il Giornale di Vicenza
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Il Giornale di Vicenza - cronaca di Schio - 14 giugno 2002 "Spegnete i lampioni in via Toaldi, non ci fanno più dormire" |
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VENEZIA
Luci
inadeguate offendono
Venezia Egregio
Direttore, abbiamo
letto con vivo interesse la bella lettera della signora Dal Soldà
pubblicata il 23 marzo e intitolata "Inquinamento da
illuminazione". Con grande chiarezza e semplicità essa spiega quanto
possa disturbare ed essere contro ogni logica di benessere ambientale una
pubblica illuminazione che ignori le regole elementari del corretto uso
della luce. Le lampade installate recentemente sono ai vapori di mercurio,
sostanza altamente tossica, che richiedono - una volta fuori uso - uno
smaltimento speciale nonché l'istituzione di un apposito registro di
carico e scarico, da tenersi a cura del Comune; come molti avranno notato
necessitano anche di un "reattore" per l'innesco dell'accensione
(la scatola grigia sistemata vicino al lampione) costando così più di
quanto si crede di risparmiare per il rendimento, che è superiore alle
normali lampade ad incandescenza. Il
risultato è ben illustrato dalla signora Dal Soldà che si è pure
accorta del fatto che la radiazione dei vapori di mercurio ostacola le
reazioni chimiche che permettono alla nostra retina l'adattamento alla
visione notturna. Infine, a causa dell'armatura dei lampioni tradizionali,
una gran parte della luce è diretta verso l'alto - ossia verso il cielo
-impedendoci non solo di vedere le stelle ma facendoci buttar via dei
soldi per nulla. La Legge Regionale 22 , approvata nel 1997 ( Norme per la
prevenzione dell'inquinamento luminoso) attende l'approvazione del PRPiL -
il piano regionale di attuazione della legge - e ci chiediamo se non
valesse la pena aspettare o perlomeno attenersi alle norme transitorie di
detta legge, prima di mettere mano ad un intervento cosi delicato come
l'illuminazione di Venezia! Luci abbaglianti, da capannone fieristico, non
offendono solo la vista ma anche il nostro buon gusto e senso estetico,
che per fortuna è ancora presente come dimostra l'intervento della
signora.RingraziandoLa per l'attenzione Le rivolgo i miei migliori saluti.
Leopoldo
Dalla Gassa Responsabile regionale di Venetostellato- Coordinamento regionale contro l'inquinamento luminoso
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GAZZETTINO del 14 maggio 2002 - cronaca di Castefranco (TV) Il Comune potrebbe installarli attorno al castello, piacciano o non piacciano alla Soprintendenza Quei lampioni ad ogni costo Il sindaco conta i giorni che mancano alla scadenza dell’"ultimatum" Il Comune potrebbe installare comunque i lampioni attorno al fossato del castello, piacciano o non piacciano alla Soprintendenza per i Beni Architettonici. Maria Gomierato sta contando a scalare i giorni che mancano allo scadere dell' "ultimatum" inviato al Soprintendente Guglielmo Monti. "La lettera di diffida è stata inviata alla Soprintendenza il 24 aprile scorso, ci sono ancora una quindicina di giorni utili per ottenere il parere al progetto di illuminazione e arredo urbano presentati dal Comune a Venezia - spiega il sindaco - noi confidiamo che questo tempo sia sufficiente per arrivare ad una risposta da parte della Soprintendenza". L'amministrazione comunale ha infatti richiesto l'intervento dei suoi legali per fare pressione sull'ente ministeriale: scaduti ampiamente i 90 giorni di tempo che la legge stabilisce per l'invio di una risposta da parte di un ente pubblico, il Comune ha quindi diffidato la Soprintendenza a dare risposta entro un mese. "Se non arriverà il pronunciamento non è escluso - afferma però il sindaco - che il comune porti a compimento l'opera anche senza il consenso del Soprintendente. Il rischio in questo caso è che una volta installato il nuovo lampione ci tocchi anche toglierlo". Per questo, il sindaco, nelle due settimane di tempo ancora utili ha deciso di giocare un ultima carta, e cioè di scrivere direttamente al Ministro per i Beni Culturali Urbani. "So che il Soprintendente Monti ha parlato direttamente con il sottosegretario Sgarbi -aggiunge la Gomierato - ma non è escluso a questo punto che io scriva al Ministro". La Soprintendenza, infatti, ha bloccato l'emissione di ogni parere sull'opera castellana in attesa dell'invio da Roma di alcuni ispettori del Ministero per i Beni Culturali. Lara Santi
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| IL
GAZZETTINO DI BELLUNO - 8 MAGGIO 2002
Il Coordinamento degli astrofili di "Venetostellato" chiedono che la legge del 1997 fornisca linee tecniche di condotta obbligatorie Luna e stelle "inquinati" dalla luce artificiale In provincia di Belluno la situazione più difficile è in Nevegal con l’illuminazione delle piste sciistiche (d.) A Venezia, venerdì, a lanciare il grido d'allarme per luna ed astri che stanno diventando invisibili in un cielo sempre più rischiarato dall'illuminazione artificiale, c'era anche Gabriele Vanin. L'astrofilo feltrino, che dal 1995 al 2000 è stato presidente dell'Unione astrofili italiani, ha partecipato al convegno di Venetostellato forte di 1000 firme raccolte nel Feltrino in pochissimo tempo. Per la difesa di un firmamento antico che non deve andare perduto. Da un paio d'anni il Coordinamento degli astrofili di Venetostellato chiedono che la legge 22/1997 della Regione Veneto - peraltro all'avanguardia in materia - fornisca non meri inviti o consigli, ma linee tecniche di condotta obbligatorie: "L'applicazione della legge del '97 - ci sintetizza i termini della questione Gabriele Vanin - veniva affidata all'approvazione di un piano regionale per la prevenzione dell'inquinamento luminoso che dopo un anno avrebbe dovuto formulare pratiche indicazioni. In realtà siamo allo stallo e molti Comuni anche della provincia di Belluno, a volte inconsapevolmente, inquinano il cielo. Proprio perché il dettato di legge è fumoso e poco noto". Sono finora, in pratica, le associazioni di astrofili ad avere delega, ovviamente non ufficiale, di controllori dell'inquinamento luminoso. Nel Feltrino e nel Bellunese ci sono, comunque, anche tanti impianti buoni, che rispondono positivamente ai requisiti noti alla competenza degli astrofili feltrini: "Certo, alcuni di noi escono di notte nelle strade e nei viali dei centri abitati - precisa Vanin - per vedere se gli impianti sono a norma." Ma ci sono a Feltre solo una decina di astrofili e, più che vigili del cielo, quello che amano fare da appassionati nel tempo libero è osservare le stelle. "L'unica situazione dal nostro punto di vista evidentemente problematica riguarda l'illuminazione delle piste del Nevegal - punta il dito Vanin - dove c'è un inquinamento luminoso che disturba non poco i colleghi dell'Associazione di Astrofili di Vittorio Veneto che dal loro osservatorio di Fregona hanno la parte occidentale del cielo non più scura." |
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IL GAZZETTINO DI VENEZIA sabato 4 maggio 2002 Proteggere la notte senza lampade al mercurio La notte è un bene in via di estinzione. Bisogna salvaguardarla, divorata com'è dalle mille luci artificiali che dal tramonto all'alba avviluppano le nostre zone abitate. L'inquinamento luminoso è ormai una realtà, tanto che la Via Lattea, dalle città, è ormai pressochè invisibile. Rara eccezione Venezia, dove la Via Lattea si fa ancora scrutare. Ma l'inquinamento luminoso sta avanzando anche in laguna, dove già molti campi non sono più illuminati dalla calda e discreta luce delle vecchie lampadine, ma dalla fredda e prepotente luce delle nuove lampade al mercurio. Ed è per denunciare tutto ciò che ieri a Venezia (Palazzo Papadopoli) è stato organizzato un convegno: "Venezia: salvare la notte". Lo ribadisce bene Francesco Dal Corso, responsabile di zona di Venetostellato, il coordinamento veneto contro l'inquinamento luminoso che con l'Istil (Istituto di scienza e tecnologia dell'inquinamento luminoso) e con International Dark-Sky Association ha voluto questa giornata di studio: «A Venezia la situazione è delle migliori - spiega Dal Corso - ma il Comune sta cambiando l'illuminazione e la luce fredda delle nuove lampade a vapore di mercurio altera i contorni dei monumenti. Abbiamo scritto al sindaco Costa, ma non abbiamo avuto risposta. Speriamo che questa giornata sensibilizzi l'amministrazione». L'unicità di Venezia sta nei lampioni (sono meno che in altre città) e c'è il mare a proteggerla con la sua oscurità, ma evidentemente non basta. Francesco Rizzoli, docente di Fisica a Ca' Foscari, ha relazionato proprio sulla contingenza veneziana, parlando anche di quei campi dove la nuova illuminazione comunale ha già fatto capolino, per esempio in campo San Giacomo dell'Orio: trasformato dai nuovi lampioni in stile Ottocento con lampada al mercurio annessa. Per non parlare di campo Santa Margherita, illuminato a giorno ogni sera. E il mercurio non piace ai veneziani: c'è stato anche chi ha fatto richiesta di schermare, in parte, i nuovi lampioni. «Noi vogliamo che si illumini meglio. Rispettando i monumenti e l'atmosfera dei centri storici, e senza sprechi" - ha ribadito Leopoldo Dalla Gassa. E dalla sala arriva una proposta: una lettera collettiva che chieda un intervento deciso del sindaco Costa. E, infine, una richiesta: che la Regione si decida a rendere attuativa la legge regionale del '97 sull'inquinamento luminoso. Giulietta Raccanelli
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IL GAZZETTINO di VENEZIA - Sabato 4 maggio 2002
Non è solo una questione di poesia. Venezia
Non
è solo una questione di poesia. L'inquinamento luminoso, cioè il
proliferare di luci che si sta divorando la notte, costa ai veneti 53
miliardi delle vecchie lirette. Senza contare disturbi al riposo e alla
pace di moltissimi cittadini che in Laguna hanno addirittura portato
qualche veneziano a dipingere di nero i vetri dei nuovi lampioni "stroboscopici"
introdotti dal sindaco Costa. «Stiamo
assistendo a uno spreco pazzesco, ormai più della metà dei veneti e
degli italiani non può più osservare la Via Lattea - denuncia Leopoldo
Dalla Gassa, 46 anni, coordinatore di Venetostellato, l'associazione che
da anni si batte contro l'inquinamento luminoso - la Regione, prima in
Italia, ha approvato nel '97 una legge rivoluzionaria che proteggeva il
cielo 25 chilometri intorno agli osservatori professionali come Asiago e
10 intorno a quelli privati. Peccato che non sia mai diventata operativa.
Col risultato che ogni anno vengono sprecati in Veneto 53 miliardi di lire
in luci inutili». Gli appassionati di astronomia ieri si sono ritrovati
per un convegno patrocinato dall'Unesco che punta a salvare Venezia - città
ancora risparmiata dall'invasione delle luci, ma a rischio - e pungolare
gli amministratori pubblici. «In pericolo ci sono anche gli
automobilisti, che possono essere distratti mentre guidano dai fasci
luminosi delle discoteche», avverte Pierantonio Cinzano, ricercatore
dell'università di Padova e presidente dell'Istil, l'istituto che ha
realizzato un atlante sull'inquinamento luminoso in Italia che evidenzia
come in Veneto sia una delle regioni più inquinate d'Italia. «Da tempo
siamo in guerra con una discoteca di Fossalta di Portogruaro che
"spara" nel cielo un fascio di luce potentissimo - ricorda
Roberto Biondani, 35 anni, astrofilo veronese - potremo anche fare ricorso
alla magistratura per far rispettare i limiti di legge del nuovo codice
della strada come è già stato fatto nel Vicentino e a Verona». Di fondo però c'è la battaglia per far rispettare la norma regionale: «Abbiamo già raccolto quasi seimila firme per modificare il testo della legge e adeguarlo a quello della Lombardia, il più innovativo», sottolinea Dalla Gassa. Gli astronomi professionisti come il padovano Francesco Bertola, 64 anni, non stanno a guardare: «Noi possiamo spostare i nostri osservatori alle Canarie, in Cile, o utilizzare il telescopio spaziale Hubble, ma i cittadini rischiano di essere privati di un bene necessario a nutrire l'anima». Qualche sito Internet per approfondire il tema: istil.it, darksky.org, venetostellato.it, cielobuio.org. E un libro di Paolo Candy: Il cielo stellato patrimonio dell'umanità. E non dei pochi ricchi che possono permettersi una casa su un cucuzzolo o in un'isoletta. Maurizio
Crema |
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IL GAZZETTINO di VENEZIA - Sabato 4 maggio 2002 Venezia
- L'INQUINAMENTO LUMINOSO ....... L'inquinamento
luminoso si sta mangiando la notte di veneti e friulani. «Solo in Veneto
l'uso eccessivo di luci artificiali con il buio, fa sprecare ogni anno 53
miliardi delle vecchie lire - denuncia Leopoldo Dalla Gassa, coordinatore
di Venetostellato, l'associazione che si batte contro questo problema -
Dal '97 esiste una legge mai rispettata, stiamo raccogliendo migliaia di
firme per modificarla e renderla finalmente operativa». Anche Venezia - riconosciuta internazionalmente come uno dei pochi centri storici da dove si può vedere bene il cielo - è a rischio. «Si cambia l'illuminazione pubblica - avverte l'astronomo Francesco Dal Corso dopo il convegno svoltosi ieri - e la luce fredda delle nuove lampade a vapore di mercurio altera i contorni dei monumenti. Abbiamo già in formato Costa: nessuna risposta ancora». I cittadini si difendono dipingendo di verde o nero i vetri dei nuovi lampioni per poter dormire, mentre l'accademico Francesco Rizzoli chiede di tornare a lampioni "stile Ottocento". Altrimenti anche qui sarà dura osservare l'allineamento dei cinque pianeti di questi giorni nel cielo verso Ovest, appena dopo il tramonto. Una congiunzione che non si ripeterà prima di molti anni e che per la metà dei nordestini è già impossibile da ammirare.
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IL
GAZZETTINO di VICENZA - IL THIENESE CHE SALVA LA NOTTE Thiene,
3 maggio 2002 (V.
B.) "Inquinamento
luminoso e salvaguardia dell'ambiente notturno. Salvare la notte".
Questo è il titolo del convegno patrocinato dall'Unesco e dalla regione
Veneto, che ha luogo oggi a palazzo Padapopoli, in S. Polo 1364 a Venezia,
presieduto dal thienese Pierantonio Cinzano, organizzato dall'Istil,
istituto di scienza e tecnologia dell'inquinamento luminoso,
Venetostellato, con la partecipazione di International Dark-Sky
Association, del Coordinamento veneto contro l'inquinamento luminoso,
Cielobuio e del coordinamento nazionale per la protezione del cielo
notturno. «Si tratta dice Cinzano di un convegno culturale e
tecnico-politico, con relatori di livello nazionale e internazionale,
volto a presentare il problema della salvaguardia dell'ambiente notturno e
del cielo stellato, della didattica, della divulgazione e della
limitazione dell'inquinamento luminoso. L'intento è quello di richiamare
l'attenzione sia a livello regionale che internazionale. Nella nostra
regione la situazione dell'inquinamento luminoso è piuttosto grave -
continua Cinzano In Italia è quella con la minore frazione di
superficie con cielo "molto buono" attraverso il quale si
possono vedere stelle di magnitudo 5.5; meno di un quinto del territorio,
probabilmente solo le montagne vicino al confine con l'Austria. Per poter
ammirare nella sua interezza uno dei più grandi spettacoli della natura,
oggi quasi sempre è necessario fare spostamenti di centinaia di
chilometri».
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Venezia, domenica 7 aprile 2002
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Egregio Direttore, da una decina di giorni a
Venezia in zona Fondamente Nuove - Gesuiti, sono stati effettuati dei
lavori di illuminazione pubblica che hanno aumentato il numero dei
lampioni e potenziato la loro luminosità tanto da illuminare tutta la
zona in maniera eccessiva per una città come Venezia ancora a dimensione
umana dove si riesce (o si riusciva) a godere di un cielo stellato o di un
chiaro di luna proprio perché l'illuminazione era abbastanza naturale. Ciò
mi crea un grosso disturbo perché è stato piazzato un nuovo lampione
(che prima non c'è mai stato) di fronte a dove abito che illumina a
giorno tutta la mia casa: - in camera da letto, anche
se chiudo i balconi filtra una forte luce rosa e non riesco più a dormire
(non so come farò quest'estate dato che col caldo si tengono le finestre
aperte); - in salotto, la terrazza e
sotto il giardino vengono investiti totalmente dalla luce del nuovo
lampione, tanto che adesso è impossibile soffermarvisi perché si viene
accecati e poiché d'estate la sera vengono usati per prendere il fresco
sia la terrazza che il giardino, questa luce eccessiva oltre a renderli
impraticabili attirerà anche numerosi insetti di cui vorrei evitare i
pizzichi! Nella Calle Foscarini dove
è stato piazzato questo nuovo lampione, ci sono già due lampioni nel
raggio di circa 50 metri che illuminano la strada a sufficienza, pertanto
ho chiesto al Comune di rimuoverlo e di ripristinare la tranquillità
luminosa di prima che non recava danno a nessuno, ma mi è stato risposto
che stanno facendo questi lavori per mettere a norma di legge
l'illuminazione pubblica a seguito di disposizioni da Roma... …Vorrei
inoltre evidenziare che sul ponte Donà, in campo dei Gesuiti e su tutte
le Fondamente Nuove è stato piazzato un lampione sopra ogni panchina, così
quest'estate gli anziani e le coppiette che si sedevano a prendere il
fresco o a godersi le splendide serate veneziane potranno godersi invece
la luce dei lampioni e i "beconi dei musati". Spero di non
essere l'unica persona a lamentarsi di questo spreco di energia e invito
chi è d'accordo con me a sollecitare il Comune perché provveda al più
presto in merito, (magari lasciando le lampadine trasparenti che ci sono
sempre state invece di mettere quelle nuove lampadine al neon) perché
Venezia non è Las Vegas e spero tanto non lo diventi! Lettera Firmata Lettera di L. Dalla Gassa al Direttore del Gazzettino
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Nasce WASBAM -
Wide-Angle Sky Brightness Automatic Mapper
comunicato del dott. Pierantonio Cinzano
Cari amici, |
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Intervento di Leopoldo Dalla Gassa (scarica il file in formato word) 3 marzo 2002 - conferenza stampa - Sede provinciale di Forza Italia di Vicenza Signori, il progresso civile e tecnologico ha dovuto scontrarsi dapprima con l’inquinamento delle risorse idriche, quindi con l’inquinamento atmosferico. Mai l’opinione pubblica e la letteratura scientifica si sarebbero aspettati anche l’ultimo della serie: l’inquinamento luminoso. Dall’inizio
della vita sulla Terra, una caratteristica ha costituito il fondamento
dell’ambiente: l’alternanza fra la luce diurna e l’oscurità della
notte. A questa perpetua condizione si deve l’evoluzione della biosfera,
l’attività del lavoro umano ed il tempo del riposo. Ciò
che non si è mai considerato dal momento in cui Edison scoprì la sua
lampada elettrica, è che circa il 30% dell’energia impiegata per
l’illuminazione di esterni viene sprecata per illuminare il cielo. L’UNESCO,
nella sua Dichiarazione sulla “Riduzione degli Impatti Ambientali
Negativi sull’Astronomia “ (IAU/ICSU/UNESCO - Parigi 1992) ha sancito
il diritto ad una Terra indenne e non contaminata, includendo il diritto
al cielo stellato, che al pari di tutte le altre preziosità naturali
costituisce un patrimonio che deve essere tutelato nell’interesse delle
generazioni attuali e di quelle future, conservandolo visibile e pulito. Lo
speciale simposio ambientale IAU/COSPAR/UN “Preservare il Cielo
Astronomico” tenutosi nella cittadella dell’ONU a Vienna tra il 12 ed
il 16 luglio 1999 in concomitanza con UNISPACE III (Conferenza delle
Nazioni Unite sull’esplorazione e sugli usi pacifici dello spazio
esterno), ha definito lo spazio esterno come “Territorio dell’umanità”,
da proteggere da contaminazioni di ogni tipo. Inoltre, l’Unione
Astronomica Internazionale ha rivolto un appello urgente a tutte le
Nazioni perché l’illuminazione artificiale sia orientata dove è utile
in modo da conservare visibile il cielo notturno e realizzare nel contempo
un indispensabile risparmio energetico. La
luce, che dovrebbe illuminare i luoghi alla quale essa è funzionalmente
destinata, è al contrario dispersa in parte verso le stelle. Ciò
minaccia la visibilità di uno scenario che è stato da sempre
fondamentale per la crescita delle scienze esatte, della cultura
filosofica ed umanistica. Esistono
paesi che non hanno un’economia tale da produrre una giusta
illuminazione, perché poveri di tutto, ed altri, che consumano e sprecano
energia in consumi inutili, fonte di inquinamento per combustione di
risorse fossili non rinnovabili. Secondo dati forniti dall’E.N.E.L. nel 1997, per la sola illuminazione pubblica, sono stati impiegati qualcosa come 4800 milioni di kWh (il dato comprende approssimativamente anche i piccoli produttori di energia elettrica). Questo
valore deve essere aumentato di circa il 5% l’anno e, ad esso, va
aggiunto un 30% circa per l’illuminazione esterna privata di qualsiasi
tipo. Nel
1998 pertanto nel nostro paese sono stati utilizzati circa 6240 milioni di
kWh per illuminare strade, monumenti e quant’altro. Tuttavia,
come detto precedentemente, per fattori vari almeno il 30-35% (2184
milioni di kWh) di questa enorme potenza viene inviato, senza alcun senso,
direttamente verso il cielo, producendo peraltro,
circa 1.200.000 tonnellate di anidride carbonica che vengono immesse
nell’atmosfera che respiriamo. L’effetto di tale risparmio
equivarrebbe al beneficio apportato, al bilancio dell’anidride
carbonica, da un’estensione di foresta di alto fusto di quasi 200.000
ettari. Non
è poi da trascurare il fatto che il restante quantitativo è spesso
utilizzato in eccesso rispetto alle reali esigenze della collettività. In
effetti nel corso dei nostri rilevamenti sono stati riscontrati ovunque mis(fatti)
di ogni tipo, le cui tipologie sono di seguito riassunte. 1)
Impianti sovradimensionati in relazione alle necessità (es. strade
di campagna o periferiche illuminate con lampade normalmente utilizzate
per centri cittadini, superstrade, grandi viali, o, comunque, eccedenti
rispetto alle reali esigenze). 2)
Impianti funzionanti a pieno regime per tutto il corso della notte
senza possibilità di ridurre il flusso luminoso durante le ore di minor
traffico (es. dalle 22 alle 6). 3)
Monumenti con illuminazione eccessiva e/o con diffusione di luce al
di fuori della sagoma e non soggetti a spegnimento programmato o ridotto. 4)
Erronea, eccessiva e inutile illuminazione, utilizzata per facciate
di edifici di alcun pregio architettonico (come fabbriche, capannoni,
abitazioni private, attività commerciali), per fini pubblicitari o di
presunta sicurezza senza alcun controllo. 5)
Impianti con corpi illuminanti non idonei al fine per cui sono
stati utilizzati, inclinati in modo tale da disperdere il flusso luminoso
e, spesso, molto spesso pericolosamente abbaglianti. 6)
Impianti realizzati in zone poco urbanizzate o senza una reale
necessità di esistenza, oppure funzionanti contemporaneamente ad altri
precedenti di bassa efficienza. Tutto
ciò in spregio alle più elementari norme di buon senso, con enormi danni
e sprechi per la collettività e le risorse ambientali, tali sprechi si
possono quantificare in circa trenta miliardi, delle vecchie lire,
utilizzati dalle amministrazioni pubbliche per l'anno '97, a cui si deve
aggiungere un altro dieci per cento prodotto dai privati, per illuminare
il cielo, con un incremento annuo, come precedentemente anticipato, di
circa il 5 per cento. La
perdita delle qualità del cielo notturno non è solo una questione
“astronomica” ma sta diventando sempre più una minaccia per
molteplici equilibri ambientali. E’
oramai certo che gli uccelli migratori, notoriamente in grado di
orientarsi con le stelle, subiscono pericolose aberrazioni di viaggio. Le
troppe luci che si disperdono verso l’alto fanno perdere loro le rotte
con la conseguente morte di numerosissimi esemplari che non riescono più
a giungere alla meta. Anche gli ecosistemi marini sono influenzati
dall’inquinamento luminoso. Sono in corso studi sulla riproduzione del
plancton ed è stato evidenziata l’influenza nefasta delle coste troppo
illuminate sulle tartarughe marine, per le quali, giustamente, si spendono
miliardi in progetti di protezione. Si
è inoltre verificato come le foglie di alcuni generi di piante,
sottoposte a costante illuminazione notturna, subiscano alterazione nel
processo della fotosintesi clorofilliana con conseguente riduzione della
produzione di ossigeno. Non
possono essere sottaciuti anche gli effetti sui ritmi circadiani umani con
disturbi sul riposo e disfunzioni dell’umore. Secondo
gli scienziati dell’Università del Connecticut la loro alterazione per
eccesso di illuminazione può portare a stress, disfunzioni endocrine ed
altre gravi malattie, con costi sociali pesanti. In
Italia, come in altre nazioni dell’Europa e di altri continenti sono
nate a livello nazionale ed internazionale associazioni che hanno lo scopo
di collaborare con le autorità periferiche e centrali che gestiscono la
politica dell’ambiente e della qualità della vita. Tra
queste, in Italia sono l’Associazione CieloBuio, Coordinamento per la
protezione del cielo notturno, che ha sede presso l’Osservatorio
Astronomico G.V. Schiaparelli di Varese, l’Unione Astrofili Italiani,
che ha sede a Padova in vicolo dell’Osservatorio e la International
Dark-sky Association (IDA) con sede a Tucson, nonché la sezione Italiana
IDA (Presidente Avv. Mario Di Sora) con sede presso l’Osservatorio
Astronomico di Campo Catino,
l’ISTIL, Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento Luminoso
(Presidente Dr. Pierantonio Cinzano) con sede a Thiene e non da ultimo,
VenetoStellato, Coordinamento Regionale Veneto contro l’Inquinamento
Luminoso. Ad
esse aderiscono studiosi professionisti e non professionisti di numerose
discipline, dalla biologia all’astrofisica, dalla tutela delle foreste
all’ecologia della biodiversità. Per ultima sta per essere avviata una
ricerca epidemiologica sugli effetti nascenti dall’inquinamento
luminoso. Contrariamente agli altri tipi di inquinamento, quello luminoso è facilmente risolvibile, non certo tornando al buio primitivo, bensì adottando le giuste tecnologie idonee al risparmio energetico (apparecchi cut-off o full cut-off), prodotti già disponibili sul mercato, con la conseguenza di poter offrire a quelle Regioni che lo richiedano, l’opportunità di usufruire di una migliore illuminazione. Questo è il punto di partenza per evitare che milioni di nuovi punti luce, piccoli “soli artificiali” si accendano al di fuori di ogni regola se non quella dello spreco energetico. Accecare il secolare patrimonio di cultura e di storia degli Osservatori Astronomici professionali e non professionali significa estromettere migliaia di giovani da esperienze didattiche e culturali stimolanti, da interessi che potrebbero portare alcuni di loro ad essere protagonisti della scienza del domani. Il mondo tecnologico ha in sé gli strumenti per migliorare la qualità della vita e noi tutti possiamo convenire che sono poche le iniziative nel settore dell’inquinamento luminoso. Alcuni con poca saggezza e senza cultura lo ignorano del tutto. Il cielo stellato è patrimonio dell’umanità e come tale deve essere salvaguardato. In
merito a ciò, un riconoscimento va senz'altro alla Regione Veneto, che
per prima in Italia si è dimostrata sensibile al problema, la quale, con
l'emanazione della L.R. 22 del 27 Giugno '97 "Norme per la
prevenzione dall'inquinamento luminoso", ha aperto la strada alchè
altre regioni si dotassero di leggi in materia. Ad oggi sono sette le
regioni che si sono dotate di una legislazione in merito, a volte copiando
altre leggi, a volte affinando le esistenti alle mutate tecnologie
intervenute. Tra
tutte, è senz'altro la legge regionale lombarda, la n. 17/2000 che reca
“Misure urgenti in tema di risparmio energetico ad uso di illuminazione
esterna e di lotta all’inquinamento luminoso”, che va il merito di
essere la più efficace oggi in Italia e che noi speriamo venga
eguagliata, nei criteri e nei valori previsti di emissione a 90° e oltre,
anche dalla Regione Veneto, attraverso l'emanazione di un corrispondente
PRPIL (Piano regionale di prevenzione dell'inquinamento luminoso) per
continuare l'opera che con saggezza e lungimiranza a suo tempo ha
dimostrato di possedere. Tanto
premesso, è con queste motivazioni, che noi di VenetoStellato, assieme a
tutti coloro vorranno affiancarci, intendiamo promuovere una raccolta di
firme per la salvaguardia dell'ambiente e dell'altra metà del paesaggio
che il cielo stellato rappresenta; per dare forza e incoraggiamento a
coloro che politicamente rappresentano il bene comune, a livello regionale
ma anche nazionale e perché no, magari anche a livello europeo. Concludo
con la seguente affermazione, sicuri che faremo in modo che resti tale
anche per le future generazioni: "Possiamo
conoscere il mondo quanto vogliamo, presenterà sempre un lato d'ombra e
uno di luce"
(Goethe) Leopoldo Dalla Gassa
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ILLUMINA LA MENTE - CONFERENZA STAMPA ________________________ E' prevista per domani 2 marzo 2002 a Vicenza una conferenza stampa presso la sede provinciale di Forza Italia in Viale della Pace 146 sull'inquinamento luminoso. |
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Thiene, 25 gennaio 2002 La lettera afferma "Nel merito della proposta di legge in esame, si ritiene importante sottolineare due punti di carattere generale. Relativamente ai requisiti di illuminazione, alle modalità di applicazione e ai parametri illuminotecnici, si suggerisce di rimandare alle norme UNI già esistenti". Anche se ad un occhio inesperto questa frase potrebbe sembrare inoffensiva e anzi sensata, tutti quelli che si occupano di inquinamento luminoso sanno bene che l'unica norma UNI esistente contro l'inquinamento luminoso -la UNI10819- è notoriamente inefficace tanto da essere criticata ormai ad ogni livello. La sua inefficacia è facile da dimostrare e nel mio intervento alla suddetta audizione avevo illustrato questo punto a tutti i presenti. In Piemonte, ove esiste una legge che fa riferimento alla UNI10819, è stata presentata alcuni mesi fa una nuova proposta di legge con provvedimenti simili alla n. 989. Lo stesso capiterà ovunque venisse fatto l'errore
di approvare una legge sbagliata. Inoltre, alla luce delle esperienze
passate la strada di una revisione della UNI10819 non è giudicata
percorribile dalle organizzazioni che si occupano di lotta
all'inquinamento luminoso e questo - tanto per fare un esempio - è stato
ammesso all'audizione perfino dal rappresentante dell' |
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Presa
di posizione dell’ing. Diego Bonata sul grottesco intervento
dell’Astronomo Bruno Marano sull’inquinamento luminoso
Spett.
IAU - Presidente Prof. F.Pacini INAF - Presidente Prof. Setti SAIt - Presidente Prof. S.Serio Cordiali
amici, e/o colleghi, astrofili, astronomi, associazioni, osservatori
privati o pubblici, istituti di ricerca, mi presento: sono Diego Bonata,
presidente di CieloBuio - coordinamento nazionale per la protezione del
cielo notturno. Nella seconda
settimana di Gennaio 2002, presso il consiglio della Regione Emilia
Romagna, nel corso di un audizione pubblica del nuovo pdl regionale in
materia di inquinamento luminoso, si è verificata una situazione
assolutamente grave e sconcertante. Confidando quindi che
SAIt, INAF e IAU nella consapevolezza di così gravi affermazioni e nella
forza delle loro illustri istituzioni si dissocino da tale posizione, e
sperando che il nostro immenso sforzo per la salvaguardia degli scenari
del cielo notturno e della cultura scientifica italiana, possa
rappresentare per le Vs. istituzioni un degno contributo al Vs. prezioso
lavoro di ricerca, porgiamo cordiali saluti, Ing. Diego Bonata CieloBuio -
Coordinamento Nazionale per la protezione del cielo notturno
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IL
GAZZETTINO - Domenica, 20 Gennaio 2002
Cronaca di Marostica Non
porfido ma asfalto colorato
E' giunta in questi giorni al sindaco di Marostica Alcide Bertazzo una comunicazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici di Verona in merito alla realizzazione dei parcheggi nell'area della stazione, attualmente in corso d'opera.............. Il soprintendente Ruggero Boschi raccomanda l'adeguamento dei corpi illuminati alle norme tecniche sull'inquinamento luminoso e sconsiglia di collocare panchine e altri elementi all'interno della fascia di rispetto a verde prevista lungo le mura..................... "La risposta non mi stupisce - commenta il sindaco Alcide Bertazzo - perché esprime con estrema coerenza il punto di vista della Soprintendenza, il cui compito è quello di tutelare il patrimonio monumentale di Marostica. Non entro in merito alle polemiche dei mesi scorsi relativamente al tipo di pavimentazione, sono comunque convinto che man mano che procedono i lavori il risultato finale sarà la realizzazione di un parcheggio nelle vicinanze del centro storico e contemporaneamente la riqualificazione dell'intera area che per molti anni è stata in condizioni di degrado............. Chiara Padovan
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IL CORRIERE DELLE ALPI - 20 gennaio 2002 - cronaca
di SAN VITO di Cadore.
Il Comune di San Vito è destinatario di un
finanziamento regionale di 14 mila 443 euro per l'attuazione del piano
contro l'inquinamento luminoso. Il contributo è stato assegnato dalla
giunta regionale su proposta dell'assessore alle Politiche per l'Ambiente,
Renato Chisso. |
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L'ARENA
di VERONA - Domenica 20 Gennaio 2002 Serata di osservazione con il circolo astrofili veronesi in collaborazione con il Comune e l’Agsm Telescopio
gigante a S. Zeno |
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Recensioni: "...
e uscimmo a riveder le stelle"
Pagine Web della
rivista CASSIOPEA http://www.cassiopeaonline.it/ "vivremo in un mondo bidimensionale dove il cielo notturno sarà tapezzato solo da qualche decina di stelle e l'astronomia sarà solo una cosa da leggere sui libri. Le nostre notti saranno dei lunghi giorni con solo qualche variazione di luce e il nostro sguardo sarà ostruito da quel labirinto di luce che ci siamo costruiti attorno".Il contenuto del CD è disponibile sul sito Web di VenetoStellato alla pagina http://www.venetostellato.it/luminoso/paginaapertura.html È un'ottima lezione di vita civile, impartita dai
"più piccoli" ai "più grandi", che fa riflettere
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Gazzettino del 15-1-02 - Cronaca di Bassano - CREAZZO Illuminazione pubblica, lavori terminati. Si sono conclusi i lavori per l'adeguamento degli impianti di illuminazione di via Rampa. L'amministrazione ha investito oltre 51 mila euro nel progetto che va a completare il potenziamento dei punti luce nella zona collinare. Pochi mesi fa è infatti terminata la predisposizione luminaria di via Rivella, mentre l'illuminazione di via Del Colle è già stata potenziata. Si è tenuto conto che l'area rientra nell'osservatorio di Asiago e quindi devono essere rispettati i parametri contro l'inquinamento luminoso. |
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Basta con la giungla della cartellonistica pubblicitaria stradale e delle insegne tipo "Broadway" nel centro e nei centri storici: pericolose per la viabilità e il traffico le prime, soprattutto in prossimità degli incroci, imputate di inquinamento luminoso le seconde. Così sta per essere assegnato - si stanno esaminando i preventivi migliori in questi giorni - ad uno studio di esperti del settore l'incarico di realizzare proprio il "piano delle insegne e della pubblicistica stradale" che rientrerà nel capitolo del nuovo arredo urbano e del territorio comunale. Parola d'ordine sarà standardizzare e uniformare la comunicazione pubblicitaria stradale secondo vincoli che l'amministrazione intende far rispettare.Quindi, ed è un esempio, sulla bretella Celante Forlanini ancora "pulita" e senza cartellonistica pubblicitaria di rilievo, nessuno si illuda di piazzare insegne brillanti o manifesti giganti. «Verranno definite meglio tutta la pubblicistica e le insegne degli esercizi commerciali, anche perchè arrivano spesso proteste dei cittadini per questo - annuncia l'assessore Luigi Citro - Quindi saranno da individuare i tipi di "cassonetti" da installare idonei all'immagine della città, dovranno essere funzionali all'arredo urbano secondo le linee che darà il piano. Proprio in questi giorni abbiamo avuto la richiesta di un'azienda lungo la Celante Forlanini di installare un'insegna sulla strada. Ma questo va in contrasto con il codice della strada per questione di visibilità: gli incroci sono troppo vicini. Ci saranno quindi da individuare postazioni ben definite in cui potranno trovare posto insegne e cartelloni». Qualche anticipazione sulla metodologia riguarda i negozi del centro: il consiglio per non dover ricorrere poi a costose "sanatorie" sarà quello di installare le proprie insegne all'interno delle vetrine piuttosto dei cassonetti luminosi esterni. Oppure se non si vuole rinunciare a questo illuminare un'insegna con luce indiretta, che non provochi inquinamento luminoso. La comunicazione pubblicitaria di ogni genere esposta al pubblico sarà insomma nuovamente regolamentata: «Sono piccoli accorgimenti - dice Citro - ma messi insieme forniscono un'immagine migliore della città. Fare pubblicità non è negativo, ma con certi criteri stilistici e estetici. Il regolamento non sarà retroattivo, ma come nel caso delle insegne luminose al neon chiederemo per lo meno un adeguamento alle tipologie consentite. L'uniformazione riguarderà anche i cartelli della zona industriale e quelli lungo le strade in concessione che sono da organizzare con strutture di sostegno uguali». Fulvio Fioretti |
agg.to 14/04/2009
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